La storia

La storia

L'inizio

L’origine del prestigioso marchio Borsari si lega a Verona. Nel cuore della città dell’amore sorge la famosa Porta Borsari, al cui nome Tiziano Golfetti si ispirò per l’apertura del primo laboratorio artigiano di pasticceria, nel lontano 1902.

Un nome arrivato ai giorni nostri trasportando il suo carico di gustosa suadenza, un effluvio di dolci lievitati che spazia dal più classico dolce natalizio veronese, il pandoro, e continua con panettoni e colombe.

Da allora, quello che Tiziano Golfetti ha creato, la famiglia Muzzi conserva. E porta con sé la responsabilità di custodire la rigorosa storicità e il gusto fortemente identitario.

Borsari predilige da sempre la semplicità. Lo si vede nella scelta accurata delle materie prime e nella genuina bontà dei prodotti.

Il marchio è promessa di artigianalità e garanzia di bontà. Il tutto racchiuso in confezioni pratiche ed esteticamente moderne.

Entrare nel mondo Borsari significa immergersi in un sublime gioco di materie prime, sapientemente accostate per ottenere abbinamenti di gusto emozionanti, racchiusi in un tripudio di colorati incarti.

Borsari oggi mantiene fede ai tradizionali metodi produttivi, riproponendo negli anni lievitati unici nel loro genere. Sono parecchi i prodotti registrati sia nella forma che nel nome, simboli di un’eccellenza riconoscibile e distintiva.

Il più iconico è senza dubbio il Cuor di Pandoro®, un dolce lievitato in una forma a stella più bassa del tradizionale dolce veronese, dove vengono esaltate le delicate note di burro.

Tra le eccellenze registrate non mancano dolcissimi pennuti dal piumaggio al cioccolato, stiamo parlando della Fagianella® e dell’Anatra®, dolci a base pandorata finemente farciti all’interno.

Borsari, realtà pasticcera dal 1902, entra a far parte del gruppo IDB nel 2000, sotto la guida dell’imprenditore e Amministratore Delegato Andrea Muzzi. Il marchio, che in un primo momento rimane legato alla produzione di lievitati da ricorrenza, cresce grazie alla visione e all’intuito della famiglia Muzzi.

Il 2014 è l’anno che segna l’inizio di una nuova avventura nel mondo Retail, con l’apertura della prima pasticceria a Badia Polesine (RO). Il successo di questo punto vendita ha rappresentato la spinta fondamentale per l’espansione in altre città: nel 2021 apre la Pasticceria Borsari a Rovigo e poco dopo, nel 2022, a Legnago (VR).

Dalla colazione all’aperitivo, passando per il pranzo, senza dimenticare torte e mignon: ciò che offre ciascuna Pasticceria Borsari è un emozionante viaggio nel gusto. Il pezzo forte? Sicuramente le Nebbie®, un dolce semplice ma inimitabile. Sarà per questo che Borsari ha fatto dell’unicità il suo motto: “IL NOSTRO È DIFFERENTE”.

Il metodo veronese

Il pandoro

Origini e tradizione

Il pandoro, eccellenza veronese e simbolo delle festività natalizie in tutta Italia e, perché no, un po’ in tutto il mondo.

Questo celebre dolce, il cui nome richiama il caratteristico colore dorato, si distingue per la peculiare forma alta a stella.

La sua preparazione fa parte del nostro core business e, dal 1990, ci siamo specializzati nel Cuor di Pandoro®, un dolce a base pandorata la cui distintiva forma a stella riesce a esaltare maggiormente le note di burro e latte.

I giusti ingredienti sono essenziali per la buona riuscita del prodotto finale, per questo motivo li selezioniamo accuratamente. Per il pandoro bastano farina di alta qualità, burro, zucchero e uova fresche.

Il lievito naturale è senza dubbio il più importante ingrediente del nostro intero universo. La particolare cura di cui necessita il lievito madre impone di alternare rigorose fasi di impasto con acqua e farina con altre di lievitazione.

La preparazione dell’impasto è una delle fasi più delicate e importanti, poiché l’unione di tutti gli ingredienti richiede l’occhio esperto del pasticciere.

Una corretta esecuzione di questa fase produce un composto dalla forte maglia glutinica, in grado di reggere la lievitazione e garantire una straordinaria alveolatura.

L’impasto, spezzato nella giusta grammatura, viene riposto all’interno di stampi di alluminio per essere lasciato lievitare.

Qui, solo il tempo contribuisce al migliore risultato: la creazione di dolci emozioni è un processo che richiede almeno 72 ore di lenta lavorazione.

Una volta lievitato, il pandoro entra quindi in forno a 180° nella fase di cottura. In questa fase è l’attenzione costante dei pasticcieri a certificare l’ottimo risultato finale.

Il prodotto è lasciato raffreddare nello stampo in alluminio fino a raggiungere una temperatura di 31° al cuore.

Dopodiché uno per volta vengono smodellati, cioè rimossi manualmente dallo stampo, per continuare a raffreddare a temperatura ambiente per 8 ore.  

Come ultima fase, il pandoro passa alla farcitura, se la ricetta lo prevede, altrimenti viene direttamente confezionato. Il prodotto è incartato a mano, oppure riposto in confezioni in latta, in scatola o in astuccio.

Il tocco finale spetta a voi: poco prima di servirlo, avvicinate il pandoro a una fonte di calore e spolveratelo con lo zucchero a velo per completare l’esperienza di gusto del dolce della tradizione natalizia.

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